Sarete tutti d'accordo con me nell'affermare che l'aperitivo è uno dei momenti migliori della nostra giornata. Abbiamo finito di lavorare, di studiare o anche di far nulla...in ogni caso ci catapultiamo in un mondo rilassante e divertente allo stesso tempo. Sono innumerevoli i drink che possiamo scegliere di sorseggiare, ci sono quelli alla moda e poi ci sono i classici...che di moda non passano mai (cit. del mio fidanzato). A proposito di grandi classici direi che uno è sopra tutti gli altri: Cocktail Martini.
Tutte le informazioni che vi sto per dare sono estrapolate dal sito di Marco Pistone, proprietario del "Barcelona Cafè" che deve la sua fama di barman proprio a questo drink famoso in tutto il mondo, sicuramente più ferrato di me sull'argomento in quanto di solito io i martini li bevo e non li faccio...Il martini cocktail come lo conosciamo oggi è una rielaborazione di una ricetta nata nella seconda metà del 1800 in america. La ricetta originale del 1862 appariva sotto il nome di "gin cocktail" e prevedeva 2 oncie e 1/2 di Old Tom gin, 1 oncia e 1/2 di vermouth dolce, 1/2 cucchiaino di liquore al maraschino, 2 goccie di orange bitter, shackerato e servito con una ciliegia al maraschino.
In una seconda edizione del 1887 la ricetta cambia nome in "martinez" e cambia anche il vermouth che da dolce diventa dry. Un'altra storia vuole che sia un italiano, un certo Martini di Arma di Taggia - barman al "Knickerbocker hotel" di New York a creare quella ricetta che più si avvicina alla versione classica più conosciuta come "martini cocktail".
Ci sono diversi modi di bere questo cocktail ma tutte le varianti hanno una caratteristica comune ed è sicuramente la ghiacciatura del bicchiere in cui viene servito.
Questo procedimento prevede che il bicchiere venga lasciato raffreddare con alcuni cubetti di ghiaccio lasciati nel bicchiere in modo da portare la temperatura del vetro a 0 gradi. Prima di versare il cocktail nel bicchiere il ghiaccio viene buttato rovesciando il calice per eliminare i cubetti e l'acqua formatasi.
In questo modo il martini mantiene a lungo la freschezza e garantisce la stabilità del gusto fino all'ultima goccia. Oggi parlerò del Tanqueray Spray Martini:
- Tanqueray gin
- Vermouth dry vaporizzato
- Scorza di limone
- 9/10 London Dry Gin
- 1/10 vermouth dry
- 1 cipollina in agrodolce
Di questa versione del martini non si hanno fonti storiche certe. Lo consigliamo come piacevole alternativa (leggermente più secca) al martini classico variando il retrogusto salmastro dell'oliva con il tipico agrodolce della cipollina. Abbianiamo il Gibson a tartine al burro salato della Normandia condite con scalogno in aceto balsamico.


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